Il Papa a Romanelli dopo la morte di due cristiane a Gaza: «Fino a quando, Signore?»

Leone XIV ha inviato un messaggio di preghiera e vicinanza al parroco della Sacra Famiglia dopo l’attacco nel quartiere di Rimal. Tra i cinque civili uccisi vi erano una madre e una figlia della comunità greco-cattolica.

Il Papa a Romanelli dopo la morte di due cristiane a Gaza: «Fino a quando, Signore?»

Papa Leone XIV ha inviato un messaggio a padre Gabriel Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, dopo un attacco aereo israeliano in cui sono morte due componenti della comunità cristiana locale. La Santa Sede ha nuovamente espresso solidarietà, preghiera e vicinanza alla popolazione di Gaza, insieme a profonda preoccupazione e dolore.

Secondo Vatican News, l’attacco è avvenuto nelle prime ore del mattino di sabato 3 ottobre, quando è stato colpito un edificio residenziale nel quartiere di Rimal, nella parte occidentale della città di Gaza. Sono morti cinque civili e numerose persone sono rimaste ferite. Tra le vittime vi erano Maysa Khader Ibrahim Abu Daoud e sua figlia Mary Hafez Michel Najjar, entrambe greco-cattoliche e appartenenti alla comunità cristiana di Gaza.

La madre e la figlia avevano trovato solo da poco un nuovo rifugio, con il desiderio di iniziare una nuova vita. La loro morte ha riportato l’attenzione sulle difficili condizioni della piccola e provata comunità cristiana locale che, nonostante le circostanze, resta unita e continua a lavorare per la pace.

«Fino a quando, Signore?»

Nel messaggio al parroco della Sacra Famiglia, il Papa ha espresso il dolore per la morte delle due donne e la gratitudine per la vicinanza del sacerdote alle persone che desiderano vivere in pace:

> Buongiorno, padre Gabriele. Da quando ho appreso la dolorosa notizia della morte di Maysa e Mary, prego Dio per loro, per le loro famiglie e per l’intera comunità di Gaza. Fino a quando, Signore? Grazie per accompagnare la parrocchia e tante persone che desiderano vivere in pace. Invio la mia benedizione e un caloroso abbraccio.

Vatican News descrive le parole del Papa «Fino a quando, Signore?» come un grido e un appello a fermare l’odio e la distruzione che da anni devastano la Striscia di Gaza. Al messaggio del Papa si è unito il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. A nome del clero e dell’intera diocesi ha espresso il più profondo cordoglio e condannato la tragica perdita di vite innocenti.

Alla vigilia del tragico anniversario del 7 ottobre, Pizzaballa ha riflettuto in un’intervista anche sulla situazione più ampia nell’area. Ha sottolineato che la situazione umanitaria è peggiorata e che israeliani e palestinesi continuano a vivere con un trauma profondo e irrisolto.

Gravi condizioni dei feriti e aiuti agli sfollati

Gli attacchi aerei su Gaza continuano a colpire aree densamente popolate. Secondo quanto riferito dall’ospedale Al Shifa e riportato da Vatican News, i feriti nel bombardamento di sabato versano in gravi condizioni. L’esercito israeliano ha giustificato l’attacco sostenendo che il bersaglio fosse un centro di comando oppure uno dei leader di Hamas.

Rimal, un tempo vivace centro economico della città, oggi è quasi ridotto a un cumulo di macerie. Mentre la diplomazia internazionale fatica a trovare una soluzione per un cessate il fuoco duraturo, la Chiesa locale continua a offrire aiuti umanitari e speranza a centinaia di sfollati che non hanno più un luogo sicuro in cui vivere. Sul posto sono in prima linea padre Romanelli e le suore Missionarie della Carità.