Una piccola croce a Imotski: una persona vale per i valori che porta dentro di sé

La festa di san Francesco a Imotski, il pellegrinaggio nazionale a Marija Bistrica, la cappella rinnovata a Mošćenica e la nuova chiesa a Turanj hanno segnato l’inizio di ottobre nella Chiesa in Croazia.

Una piccola croce a Imotski: una persona vale per i valori che porta dentro di sé

«Una persona non vale per ciò che possiede, ma per i valori che porta dentro di sé», ha affermato l’arcivescovo di Spalato-Macarsca Zdenko Križić durante la celebrazione della festa di san Francesco d’Assisi, il 4 ottobre a Imotski. Nelle chiese francescane la festa è stata celebrata solennemente e, alla vigilia, è stata commemorata la morte di Francesco.

Imotski: il rinnovamento della Chiesa comincia dal cuore

L’arcivescovo Križić ha sottolineato che san Francesco, sebbene sia morto otto secoli fa, continua ancora oggi a parlare con forza all’uomo. Ha detto che la sua vita non fu segnata da grandi parole, ma da una radicale semplicità, povertà e umiltà, scaturite da un profondo legame con Cristo. L’ha descritta anche come un graduale morire al proprio egoismo, affinché Cristo vivesse sempre più in lui. Per questo, ha aggiunto, Francesco poté accogliere anche la morte fisica come una «sorellina» che lo conduce all’abbraccio del Padre.

Richiamando l’invito di Cristo a Francesco, «Va’ e ripara la mia Chiesa», l’arcivescovo ha sottolineato che il santo comprese presto che non si trattava anzitutto di restaurare le mura, ma della Chiesa viva, il cui rinnovamento comincia dal cuore umano. «La Chiesa non si rinnova con strategie, documenti o critiche dall’esterno, ma con la santità della vita, l’umiltà e la conversione interiore», ha detto, aggiungendo che ognuno partecipa alla sua costruzione attraverso la propria vita.

Ha interpretato la scelta della povertà di Francesco come libertà dall’attaccamento ai beni materiali, e non come miseria e indigenza. Ha inoltre messo in evidenza il suo invito alla fraternità, particolarmente attuale in un mondo segnato da guerre, divisioni, polarizzazioni e intolleranza. La pace, ha affermato, comincia in un cuore che non si innalza al di sopra dell’altro, e vivere la fraternità significa impegnarsi ogni giorno nel perdono, nell’ascolto, nel servizio e nella comunione. Le parole dell’arcivescovo sono state riportate dall’IKA.

Marija Bistrica: 34º pellegrinaggio dell’esercito, della polizia e dei veterani

Il 4 ottobre si è svolto presso il Santuario mariano nazionale croato di Marija Bistrica il 34º pellegrinaggio nazionale delle Forze armate croate, della polizia e dei veterani. La Messa principale è stata presieduta dal vescovo Jure Bogdan, ordinario militare nella Repubblica di Croazia, insieme al vescovo militare in Bosnia ed Erzegovina Miro Relota e a numerosi sacerdoti e cappellani militari.

Il pellegrinaggio si svolge tradizionalmente la prima domenica di ottobre, alla vigilia della festa della Madonna del Rosario. I partecipanti hanno ringraziato per il dono della libertà e affidato le proprie famiglie, la patria e la pace nel mondo all’intercessione della Madonna di Bistrica.

Hanno partecipato i fedeli cattolici appartenenti alle Forze armate croate e alla polizia, i veterani croati e le loro famiglie, i vigili del fuoco, i membri della Direzione della protezione civile e della Croce Rossa croata, i veterani disabili della Guerra patriottica e i familiari dei veterani croati caduti o dispersi. Tra i pellegrini vi erano anche membri di reparti storici, rappresentanti del Ministero della Giustizia, della Pubblica amministrazione e della Trasformazione digitale, membri della polizia giudiziaria, dipendenti dell’Amministrazione doganale e membri delle Forze armate della Bosnia ed Erzegovina.

Il vescovo Bogdan ha ricordato le prove e i sacrifici attraversati nei secoli dai membri della Chiesa cattolica e dal popolo croato, fino alla Guerra patriottica alla fine del secolo scorso. «Abbiamo resistito, siamo sopravvissuti e abbiamo perseverato nel nostro cammino!», ha detto. Ha sottolineato che nel santuario di Bistrica si ricordano nella preghiera, con rispetto e gratitudine, tutti i veterani, tutti coloro che hanno difeso la patria e quanti hanno dato la vita per la sua libertà.

Ha detto che nei difficili giorni di guerra era necessario salvaguardare proprio ciò che la guerra mette particolarmente a rischio: l’umanità, la coscienza e la fede. Ha paragonato l’appello di Mosè agli Israeliti a scegliere la vita all’invito del compianto cardinale Franjo Kuharić affinché il popolo croato restasse fedele a Dio e ai suoi comandamenti anche in mezzo agli orrori della guerra.

«Se il mio avversario ha bruciato la mia casa, io non brucerò la sua!» è il messaggio che Kuharić, ha ricordato Bogdan, pronunciò nell’anno di guerra 1991 e ripeté anche a Marija Bistrica.

Mošćenica: prima Messa dopo il restauro della cappella di san Giacomo

Il 4 ottobre il vescovo di Sisak Vlado Košić ha presieduto la prima celebrazione eucaristica nella cappella di san Giacomo a Mošćenica dopo il completamento del restauro dell’edificio sacro, gravemente danneggiato. In quell’occasione ha benedetto l’altare restaurato, ha riferito l’Ufficio diocesano per le relazioni pubbliche.

Il parroco Damir Ceković ha sottolineato di aver desiderato che fosse proprio il vescovo Košić, che durante gli anni di guerra aveva prestato servizio in quella zona, a celebrare per primo la Messa nella cappella restaurata. Desiderava anche che benedicesse l’altare, affinché vi si potesse celebrare nuovamente l’Eucaristia.

Turanj: posa della prima pietra della chiesa del beato Miroslav Bulešić

Il 3 ottobre l’arcivescovo di Zara Milan Zgrablić ha benedetto il cantiere e la prima pietra della nuova chiesa del beato Miroslav Bulešić nella parrocchia della Madonna del Carmelo a Turanj. Secondo quanto riferito dall’Ufficio stampa dell’arcidiocesi di Zara, sarà la prima chiesa in Croazia dedicata al beato.

Parlando del legame tra la devozione mariana di Bulešić e l’intitolazione della parrocchia alla Madonna del Carmelo, l’arcivescovo ha detto: «Nella sua vita riconosciamo come onorare e amare rettamente Maria. Il suo diario è permeato dal rivolgersi alla Madonna: le affida le sue preoccupazioni, le chiede aiuto e, nella vicinanza materna di lei, impara a rimanere fedele a Dio. Maria ci insegna ad ascoltare il Signore e a rispondergli con la vita».

Ha aggiunto che l’amore di Bulešić per la Madonna invita ad avvicinarsi a Maria non solo nella preghiera, ma anche imitando la sua fede, la sua umiltà e la sua disponibilità ad accogliere la volontà di Dio.

Trogir: dieci nuovi cavalieri e quattro dame dell’Ordine del Santo Sepolcro

Il 3 ottobre, nella cattedrale di san Lorenzo a Trogir, sono stati accolti nell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme dieci cavalieri e quattro dame. Il rito dell’investitura e la Messa sono stati presieduti dal cardinale Josip Bozanić, arcivescovo emerito di Zagabria e gran priore della Luogotenenza croata dell’Ordine, ha riferito l’Ufficio stampa dell’arcidiocesi di Spalato-Macarsca. Hanno concelebrato con lui l’arcivescovo Zdenko Križić, il nunzio apostolico nella Repubblica di Croazia, monsignor Leopold Girelli, e alcuni sacerdoti.

L’arcivescovo Križić ha augurato ai nuovi membri che l’Ordine cresca, attraverso di loro, nella santità e in ogni bene. Ha sottolineato che, in senso cristiano, il cavaliere non è portatore di onore o prestigio, ma discepolo del Crocifisso e Risorto: una persona di virtù evangeliche che difende la verità senza violenza, serve senza cercare riconoscimenti e, in un mondo diviso, si impegna a costruire la pace e ponti.

Nell’omelia il cardinale Bozanić ha descritto il Santo Sepolcro, da cui l’Ordine prende il nome, come uno dei più grandi paradossi cristiani: parla di morte e annuncia la vita; parla di una fine e diventa un nuovo inizio. «Il sepolcro di Cristo è vuoto. Perciò Cristo non ha bisogno di custodi del suo passato. Ha bisogno di testimoni della sua risurrezione», ha affermato, sottolineando che questo è il primo e più profondo compito di ogni cavaliere e dama del Santo Sepolcro.

Sisak: presentato un libro su san Francesco e il beato Stepinac

Il 2 ottobre, nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe lavoratore a Sisak, è stato presentato il libro del rev. fra Ivan Bradarić, OFM Conv., MSc, «Il poverello di Assisi e il cardinale povero. Seguire Cristo – san Francesco d’Assisi e il beato Alojzije Stepinac alla scuola del Vangelo».

Sono intervenuti sul libro il vescovo di Sisak Vlado Košić, il prof. fra Ivan Karlić, PhD, direttore della cattedra di teologia dogmatica della Facoltà cattolica di teologia di Zagabria, suor Marta Radoš, ministra nazionale dell’Ordine Francescano Secolare (OFS), e l’autore.

Đakovo: sepolto don Stjepan Starešina

Il 5 ottobre 2026, nel cimitero cittadino di Đakovo, è stato sepolto il sacerdote emerito dell’arcidiocesi di Đakovo-Osijek don Stjepan Starešina, morto all’età di 90 anni.