Papa Leone XIV invita a pregare il Rosario per la pace e il conforto nelle difficoltà

Nella memoria della Beata Vergine Maria del Rosario, il Papa ha rinnovato l’appello di ottobre a pregare per la fine delle guerre, accompagnando la preghiera con concreti atti di penitenza e carità e con l’impegno per il dialogo.

Papa Leone XIV invita a pregare il Rosario per la pace e il conforto nelle difficoltà

Papa Leone XIV ha nuovamente invitato i fedeli a pregare il Rosario, «tanto caro alla tradizione della Chiesa», al termine dell’udienza generale di mercoledì 7 ottobre 2026. Rivolgendosi ai pellegrini italiani in Piazza San Pietro, ha lanciato questo invito proprio nel giorno in cui la Chiesa celebra la memoria liturgica della Beata Vergine Maria del Rosario. Il suo appello riguarda l’invocazione di Maria nelle difficoltà della vita, ma anche la preghiera per la pace e la fine delle guerre.

Nella tradizione della Chiesa, Maria è invocata come «rifugio sicuro nelle difficoltà della vita», Madre celeste e conforto per un mondo ferito dalla piaga della guerra. L’appello pronunciato all’udienza si inserisce nel solco dei precedenti inviti del Papa: domenica 4 ottobre aveva parlato della preghiera del Rosario nella riflessione di mezzogiorno dopo l’Angelus e, una settimana prima, il 27 settembre, aveva rivolto lo stesso appello durante il viaggio apostolico in Francia, nel corso del quale aveva visitato Lourdes.

L’intercessione di Maria è stata presente anche nei saluti rivolti agli altri gruppi di pellegrini durante l’udienza. Rivolgendosi ai fedeli di lingua portoghese, il Papa ha ricordato la festa di Nostra Signora di Aparecida, patrona del Brasile, che si celebra il 12 ottobre. «Affido voi e le vostre famiglie alla sua materna intercessione. La Madonna vi protegga sempre», ha detto. Poi, ai pellegrini di lingua cinese, ha indicato Maria, madre di Gesù, come «rifugio e forza nei momenti di difficoltà e sofferenza».

Nel suo appello dalla Francia, Leone XIV ha esortato tutti i fedeli a pregare il Rosario durante il mese di ottobre con una speciale intenzione: la fine delle guerre e l’instaurazione della pace tra i popoli in conflitto. Ha sottolineato che la preghiera deve essere accompagnata da un impegno concreto: atti di penitenza e carità, e un impegno a favore del dialogo e della riconciliazione. Insieme all’intenzione di pregare per la fine dei conflitti, il Papa ha dunque chiesto esplicitamente anche questi atti e l’impegno per la riconciliazione.

Già il primo giorno di ottobre, nei Giardini Vaticani, più di settecento bambini hanno pregato il Rosario per la pace. Riuniti attorno alla grotta di Lourdes, hanno espresso la loro intenzione con questa supplica: «Donaci la pace!». In questi giorni alla loro preghiera si sono unite molte altre voci da tutto il mondo, con lo stesso desiderio che le armi tacciano e i conflitti finiscano. Questo appello alla preghiera è legato all’iniziativa «Un milione di bambini pregano il Rosario».

Da più di vent’anni l’iniziativa è promossa dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre. Secondo quanto riferito dall’Agenzia cattolica di stampa, è ispirata alle parole attribuite a san Pio da Pietrelcina: «Se un milione di bambini pregano insieme il Rosario, il mondo cambierà». Al centro vi è la preghiera comune dei bambini, alla quale in diverse parti del mondo si sono unite anche altre persone con l’intenzione che cessino i conflitti.

Domenica 4 ottobre Papa Leone XIV ha ringraziato i bambini di tutto il mondo che hanno unito le loro Ave Maria alle preghiere dei loro coetanei. Ha indicato la loro preghiera comune come un esempio da seguire anche per gli altri fedeli. «Seguiamo tutti il loro esempio», ha esortato, affinché i popoli siano liberati dalla piaga della guerra. In questo appello ha rivolto un pensiero particolare alla Terra Santa e alle vittime innocenti della violenza.