Papa Leone XIV: la Chiesa risponda con coraggio alle domande delle famiglie e resti vicina alle loro fragilità

Aprendo in Vaticano un incontro per il decimo anniversario dell’esortazione *Amoris laetitia*, il Papa ha invitato ad ascoltare profondamente le famiglie, a una creatività pastorale e alla vicinanza alle persone nei momenti di maggiore vulnerabilità.

Papa Leone XIV: la Chiesa risponda con coraggio alle domande delle famiglie e resti vicina alle loro fragilità

Papa Leone XIV ha aperto mercoledì 7 ottobre 2026, in Vaticano, un incontro in occasione del decimo anniversario della pubblicazione dell’esortazione apostolica *Amoris laetitia*. Ha invitato i partecipanti ad ascoltare con attenzione e in profondità le famiglie e ad affrontare con coraggio le domande che la loro vita pone alla Chiesa. Ha sottolineato in particolare la necessità di essere vicini alle persone nelle esperienze di fragilità, ferite e apparenti fallimenti.

L’incontro, in programma dal 7 al 14 ottobre, riunisce i responsabili delle Chiese orientali, i presidenti delle Conferenze episcopali, coppie di sposi e diversi esperti. Come riferisce l’Agenzia cattolica di stampa citando Vatican News, i partecipanti riflettono sulla famiglia alla luce dell’esortazione di Papa Francesco, frutto del duplice Sinodo sulla famiglia celebrato nel 2014 e nel 2015.

Ascoltare le famiglie in un contesto cambiato

«Dieci anni dopo *Amoris laetitia*: annunciare oggi il Vangelo con le famiglie» è il titolo e il tema dell’incontro, iniziato nell’Aula Paolo VI. I lavori sono organizzati secondo il modello sinodale: accanto a testimonianze, meditazioni e relazioni, sono previsti momenti di dialogo, lavori di gruppo e preghiera. Il Papa ha collegato questo ascolto alla necessità che la Chiesa risponda alle famiglie che vivono in circostanze molto diverse da quelle di dieci anni fa.

«Anche le loro vite ci pongono domande che dobbiamo affrontare con coraggio. In molti contesti è diventato evidente un divario crescente tra il modo in cui si vivono la sessualità e l’intimità e la concezione cristiana del matrimonio», ha detto Leone XIV. Ha quindi esortato i partecipanti ad ascoltare davvero le domande delle famiglie, per poter rispondere.

Tra le indicazioni per l’incontro, il Papa ha sottolineato la discrezione e la riservatezza, appropriate a un evento di questo tipo. Ha riflettuto anche sul suo più ampio contesto ecclesiale, inserendolo nel lungo e fecondo cammino sinodale e missionario della Chiesa e nella sua costante attenzione al matrimonio e alla famiglia. Ha messo in relazione il Concilio Vaticano II, l’esortazione apostolica postsinodale *Familiaris Consortio* di san Giovanni Paolo II e l’esortazione *Amoris laetitia*.

Ha ricordato che i padri conciliari riconobbero nella vita familiare una via privilegiata per affrontare le grandi questioni culturali, economiche, sociali e politiche, compreso l’impegno per la pace tra i popoli. Ha presentato *Amoris laetitia* come una tappa importante del processo sinodale avviato da Papa Francesco, affinché la Chiesa continui il discernimento di fronte a cambiamenti profondi. Questa storia lunga mezzo secolo, ha sottolineato, conferisce all’incontro e ai pastori una particolare responsabilità.

Riflettendo sugli ultimi dieci anni, Leone XIV ha detto che, accogliendo *Amoris laetitia*, la Chiesa ha camminato con le famiglie nelle loro diverse situazioni. Ha raccolto le loro domande e le loro storie di conversione, di frutti inaspettati e di relazioni, affrontando al tempo stesso difficoltà e nuove domande. «Poniamole davanti al Signore e condividiamole gli uni con gli altri, cercando di riconoscere ciò che Dio opera in mezzo a noi e dove il suo Spirito guida oggi la Chiesa», ha esortato i partecipanti.

I giovani, l’impegno per tutta la vita e le difficoltà concrete

Il Papa si è soffermato in particolare sui giovani che, ha detto, continuano ad aspirare all’amore, alla fedeltà e al senso di appartenenza. Spesso, però, faticano a comprendere come realizzare nella propria vita questa visione dell’amore o a credere che un impegno per tutta la vita sia una condizione per ciò a cui aspirano. «L’insicurezza economica, le migrazioni, la violenza, la solitudine e altre forme di vulnerabilità emotiva influiscono anche sulle scelte delle persone e sulle possibilità che riescono a immaginare per il proprio futuro», ha avvertito.

Ha quindi invitato i vescovi a considerare le concrete circostanze in cui vivono le persone. Ha ricordato la responsabilità dei pastori di annunciare, in ogni occasione, la bellezza del disegno di Dio sul matrimonio e sulla famiglia, e la sua chiamata all’amore e alla tenerezza. In questa sfida, ha sottolineato, aiuta la sapienza del Popolo di Dio, che illumina anche le situazioni segnate da difficoltà, solitudine e apparenti fallimenti. La Chiesa, ha ribadito, ha molto da imparare dalle famiglie.

Per il confronto e la riflessione ha proposto una serie di domande: «Che cosa cercano davvero le persone in mezzo a questi cambiamenti culturali? Che cosa ci rivelano le loro gioie e speranze, i loro dolori e le loro angosce? In quali ambiti il nostro linguaggio e le nostre pratiche pastorali riescono ad aprire una strada, e in quali non riescono a toccare il cuore delle persone o a sostenere i loro sforzi per compiere il bene?»

Ha poi rivolto le domande all’esperienza delle famiglie stesse e alla loro formazione: «Che cosa ci insegna l’esperienza vissuta delle famiglie, un’esperienza dalla quale non abbiamo ancora imparato pienamente? Quale formazione possiamo offrire per una vita familiare sana e santa? Che cosa possiamo imparare dai genitori che cercano di accompagnare i propri figli e i giovani in circostanze come queste?»

Quale Chiesa incontrano le persone più vulnerabili?

Il Papa ha dedicato particolare attenzione alla fragilità, che, ha sottolineato, può influire profondamente sul modo in cui le persone vedono se stesse, il proprio futuro e persino il rapporto con Dio e con la Chiesa. «L’esperienza della fragilità pone la domanda se siamo capaci di restare vicini gli uni agli altri quando la vita non corrisponde più a ciò che avevamo sperato e se sappiamo riconoscere l’azione della grazia anche in situazioni segnate da limiti, ferite e apparenti fallimenti», ha detto.

L’esperienza delle famiglie, ha proseguito, può insegnare molto alla Chiesa anche su questo. La fragilità non è un’esperienza isolata, ma fa parte della condizione umana condivisa e, quindi, della vita della Chiesa. In questo contesto ha posto alcune domande sulla presenza pastorale: «Quale Chiesa, dunque, incontrano le persone proprio quando sono più vulnerabili? La verità che annunciamo può essere incontrata attraverso la pazienza, la vicinanza e la misericordia della nostra presenza pastorale? Come possiamo annunciare la pienezza dell’insegnamento evangelico sulla famiglia?»

I giorni che attendono i partecipanti, ha detto il Papa, sono un’occasione per riflettere su queste domande. Il compito della Chiesa non è soltanto interpretare la realtà delle famiglie, ma anche lasciarsi interpellare da loro e stimolare la propria responsabilità pastorale. In questo modo può cercare modalità rinnovate per annunciare il Vangelo. Ha invitato i partecipanti a portare nel dialogo le esperienze delle loro Chiese: sia ciò che ha dato loro gioia, sia ciò che le ha messe alla prova.

«Possiamo condividere ciò che ha dato gioia alle nostre Chiese, ciò che ci ha messi alla prova e le domande che l’esperienza ha fatto emergere con maggiore chiarezza. Inoltre, la diversità delle situazioni da cui proveniamo può diventare un dono per il discernimento di tutta la Chiesa», ha affermato Leone XIV.

Raccogliere i frutti di dieci anni di *Amoris laetitia*

Il Papa ha chiesto ai partecipanti di confrontarsi su come le loro Chiese abbiano vissuto negli ultimi dieci anni quanto propone *Amoris laetitia*. Ha espresso la speranza che si risvegli la creatività pastorale necessaria per affrontare le nuove domande. Ha inoltre chiesto al Signore di aiutare a raccogliere i frutti che l’esortazione ha portato nelle Chiese locali, perché possano nutrire tutta la Chiesa.

«Mi auguro che, attraverso le numerose testimonianze che portate dalle vostre Chiese e dai diversi contesti culturali, possa gradualmente delinearsi un quadro condiviso di questi dieci anni, segnato dalla gioia e dalla speranza, che ci renda capaci di affrontare con sincerità le sfide e le difficoltà che restano», ha detto il Santo Padre.

Un simile lavoro, ha concluso Papa Leone XIV, aiuterà le Chiese locali a riconoscere nuove strade e a coinvolgere più profondamente tutti i battezzati nel cammino sinodale della Chiesa.