Fra Marin Mikulić sulla moderazione nel bere: il limite non è nel numero dei bicchieri

Rispondendo a un ascoltatore nella rubrica «Chiedete al sacerdote», fra Marin sottolinea la capacità di fermarsi e di esercitare autocontrollo, e raccomanda il digiuno come esercizio di rinuncia.

Fra Marin Mikulić sulla moderazione nel bere: il limite non è nel numero dei bicchieri

Secondo fra Marin Mikulić, il confine tra moderazione ed eccesso nel bere non è soprattutto una questione del numero di bicchieri consumati, ma della capacità di dominarsi e di sapere quando fermarsi. Ne ha parlato nella rubrica «Chiedete al sacerdote» di Radio Mir Međugorje, rispondendo a un ascoltatore che chiedeva come si possa definire quel confine, dal momento che nella Bibbia si parla spesso di vino e di vigna.

Radio Mir Međugorje ha pubblicato la risposta il 29 settembre 2026. Fra Marin, sacerdote della Provincia francescana dell’Erzegovina e vicario parrocchiale della parrocchia di Santo Stefano Protomartire a Čerin, ha esordito sottolineando che il confine si può definire. Ha ricordato anche l’uso del vino nella santa Eucaristia, dove, come ha detto, esso si trasforma nel sangue di Cristo.

Il vino in sé non è peccato

«La Bibbia non dice da nessuna parte che il vino in sé sia peccato», ha detto fra Marin, citando la trasformazione dell’acqua in vino da parte di Gesù alle nozze come esempio di un atteggiamento positivo nei confronti del vino. Allo stesso tempo, ha richiamato le parole della Lettera agli Efesini: «Non ubriacatevi di vino» (Ef 5,18). L’ubriachezza, ha sottolineato, priva la persona della libertà, della ragione e dell’autocontrollo.

«E quindi il limite non sta nel fatto che qualcuno abbia bevuto uno, due, tre o quattro bicchieri, ma nel chiedersi se dopo riesca ancora a dominarsi», ha spiegato. Secondo la sua interpretazione, l’eccesso comincia quando una persona non sa più fermarsi. Come esempio di superamento del limite ha citato chi avverte che l’alcol sta già facendo effetto, ma continua comunque a bere e si avvia verso l’ubriachezza.

Parlando delle differenze tra le persone, ha fatto il confronto tra chi non nota gli effetti dopo cinque bicchieri e chi li avverte già dopo due. Nella sua risposta l’accento è posto sul riconoscere il proprio limite e decidere di fermarsi: «No, per me basta così, non devo berne ancora, potrebbe succedere qualcosa di brutto». Ha definito peccato il superamento di quel limite e ha avvertito che una persona ubriaca può commettere anche altri peccati.

Gare nel bere e perdita di controllo

Fra Marin ha parlato anche della competizione nell’eccesso, nel bere ma anche in altre cose. Ha criticato in particolare l’abitudine degli uomini di cercare di dimostrare la propria virilità attraverso la quantità di alcol bevuta. Queste gare a chi si ubriaca di più, ha avvertito, possono concludersi con scontri e litigi.

Ha poi parlato delle dipendenze, menzionando il cibo, le bevande e la droga. Ha sottolineato che, quando una persona cade nella dipendenza, è difficile uscirne da soli, ed è per questo che molti si rivolgono anche a cure per la dipendenza dall’alcol. Perciò, secondo le sue parole, è importante stabilire dei limiti fin dall’inizio e chiedersi se si è in grado di controllarsi, restare lucidi e stabilire quanto sia sufficiente.

«L’uomo tende sempre, in qualche modo, a quel piacere», ha osservato, collegando il piacere dell’alcol a quello del cibo e al desiderio di bere o mangiare molto. In questo contesto ha raccomandato il digiuno proposto dalla Chiesa, descrivendolo come un esercizio di rinuncia e autocontrollo.

Il digiuno come esercizio per porre dei limiti

Fra Marin ha richiamato anche l’invito della Madonna a digiunare almeno due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì. «Il digiuno ci insegna a rinunciare», ha detto, spiegando che attraverso la rinuncia si impara a tenere sotto controllo i propri desideri. Che si tratti di uno o due giorni di digiuno, il riuscire a mantenere questa decisione è stato descritto come un segno della capacità di dominarsi e di gestire il proprio rapporto con il cibo.

Ha contrapposto a questo la disponibilità del cibo oggi: si può scegliere che cosa mangiare e si può persino ordinare da mangiare senza andare al negozio. Proprio in questo piacere, ha avvertito, si può oltrepassare il limite dell’eccesso nel mangiare e nel bere. Perciò vede il digiuno come un modo per imparare a rinunciare e a porre dei limiti, ossia per acquisire la capacità di dire consapevolmente: «No, non lo farò; oggi va così».

Concludendo la risposta, fra Marin è tornato all’esempio biblico. Ha detto che anche Gesù beveva vino, ma che da nessuna parte si legge che si sia ubriacato, sottolineando così il suo messaggio: la moderazione è possibile. La risposta completa è disponibile nella registrazione audio allegata alla pubblicazione originale di Radio Mir Međugorje.

La rubrica «Chiedete al sacerdote», nella quale i sacerdoti collaboratori di Radio Mir Međugorje rispondono alle domande degli ascoltatori, va in onda il lunedì alle 8.20, con una replica lo stesso giorno alle 20.15. Le domande possono essere inviate via SMS, Viber o WhatsApp al numero **00387 63 455 655**.