Giovedì e venerdì 11 e 12 novembre 2021, presso la Facoltà cattolica di teologia dell’Università di Sarajevo si è svolto il simposio scientifico internazionale «Aspetti religiosi, sociali e culturali dell’enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco». L’Ufficio studenti della Facoltà di teologia di Sarajevo ha dato notizia dell’incontro di due giorni, dedicato alle diverse dimensioni dell’enciclica del Papa.
Il programma è stato moderato dal prof. dr. Hrvoje Kalem, docente di teologia fondamentale presso la Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo. A nome della Facoltà e degli organizzatori, il decano prof. dr. sc. Darko Tomašević ha rivolto il saluto ai relatori e a tutti i presenti, ringraziando anche quanti hanno contribuito all’organizzazione del simposio.
Dopo diversi simposi e conferenze sull’enciclica Fratelli tutti tenuti nell’ambito della Chiesa tra i croati, la Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo ha voluto offrire il proprio contributo alla riflessione sulle questioni che l’enciclica pone. Questo approccio ha determinato anche l’ampiezza del programma: oltre ai temi teologici, l’enciclica affronta questioni sociologiche, politiche, economiche, migratorie e interreligiose.
Primo giorno: comunicazione digitale, fraternità e rispetto del prossimo
La prima relazione, «La comunicazione digitale come nuovo stile di vita in un mondo chiuso», è stata tenuta dal prof. dr. Mario Bernadić della Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo. Ha sottolineato il notevole sviluppo delle tecnologie digitali e della comunicazione nel corso degli ultimi decenni. Secondo quanto esposto nella sua relazione, questi cambiamenti hanno influito non soltanto sul modo di lavorare e comunicare gli uni con gli altri, ma anche sul modo di pensare e di esprimersi culturalmente.
È poi intervenuto il prof. assoc. dr. Boris Vulić della Facoltà cattolica di teologia di Đakovo, con una relazione sul tema «Il rapporto tra fraternità universale e cristiana alla luce dell’enciclica “Fratelli tutti”». Ha affrontato l’enciclica partendo dalla domanda su quale sia, nell’insegnamento di Papa Francesco, il rapporto tra fraternità universale e cristiana. Nella sua riflessione ha messo in relazione l’insegnamento del Papa con quello di Josef Ratzinger e Karl Rahner.
Il prof. dr. sc. Nedžad Grabus, indicato nel programma in relazione a FIN Sarajevo e alla Teologia di Lubiana, ha tenuto la relazione «La fede in Dio e il rispetto del prossimo – una prospettiva musulmana». Ha sottolineato che musulmani e cristiani condividono, nella loro fede, un patrimonio di tradizione che li unisce e sul quale hanno sviluppato questioni fondamentali della teologia del monoteismo. Ha presentato i fondamenti teorici e pratici del dialogo tra musulmani e cristiani, a livello personale e istituzionale, in particolare nel rapporto con la Chiesa cattolica.
Secondo giorno: razzismo, politica e amicizia sociale
Il secondo giorno il prof. dr. Oliver Jurišić della Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo ha tenuto la relazione «Il razzismo: strumento di potere e di oblio». Ha cercato risposte a diverse domande: il razzismo è anche un’arma ideologica nel tentativo di cancellare e reinterpretare il passato, e si trasforma in un’ideologia di pentimento e scuse perpetui? Ha inoltre posto la domanda se il razzismo sia passato dall’essere un problema sociale a far parte di un discorso intoccabile, che si manifesta come potere e vieta così ogni possibile critica di sé stesso.
Successivamente, il dr. sc. Jakov Rađa della Facoltà cattolica di teologia di Zagabria ha parlato sul tema «La migliore politica al servizio della fraternità universale». Ha riassunto in quattro criteri per il rinnovamento dell’azione politica l’ispirazione che Fratelli tutti intende offrire alla politica e ai politici: interpretare i sentimenti del popolo per rendere possibile la ricerca del bene comune, promuovere una cultura del lavoro, dare la precedenza agli ultimi e coltivare uno spirito di apertura verso tutti.
La prof.ssa assoc. dr. sc. Zorica Maros della Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo ha tenuto la relazione «Dialogo e amicizia sociale come realizzazione della fraternità umana». Ha illustrato il legame tra amicizia sociale e fraternità, richiamando l’approccio di Papa Francesco, che le identifica.
Migrazioni e riflessione musulmana sull’enciclica
Dopo una pausa e il dibattito, il prof. assoc. dr. Pavle Mijović della Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo ha parlato sul tema «Teoria critica della migrazione nell’enciclica Fratelli tutti». Al centro della sua relazione ha posto il fenomeno delle migrazioni, sottolineando che, per la sua attualità e contemporaneità, occupa un posto privilegiato nel pensiero di Papa Francesco.
Il simposio si è concluso con la relazione «Una riflessione musulmana sull’enciclica Fratelli tutti», tenuta dal prof. dr. Orhan Jašić di FIN a Sarajevo. Ha presentato alcuni messaggi di dialogo dell’enciclica dalla prospettiva della teologia musulmana e ha richiamato l’attenzione sulle posizioni in materia di Ahmad At-Tayyib, autore musulmano contemporaneo e leader religioso.
Come indicato nel comunicato dell’Ufficio studenti di venerdì 12 novembre, con questo incontro la Facoltà cattolica di teologia di Sarajevo intendeva avvicinare l’enciclica attraverso temi che sono parte integrante della vita. L’intento era abbracciare diverse dimensioni della realtà umana, nella consapevolezza che non è semplice, e cercare risposte alle domande poste nell’enciclica. Per questo il programma è stato suddiviso in otto temi principali, collegati direttamente o indirettamente ai suoi capitoli fondamentali. I relatori, ciascuno dalla propria prospettiva scientifica, hanno cercato di offrire risposte che potessero incoraggiare uno sguardo diverso sull’essere umano, sulle relazioni interpersonali e sul mondo in cui viviamo.
